Il primo documento nel quale si trova l’indicazione della chiesa di San Desiderio risale al dicembre 1012; la leggenda narra che la chiesa fosse già costruita ai tempi di Carlo Martello, che qui avrebbe emanato un capitolare. La chiesa, uno dei pochissimi esemplari di arte romanica reperibili in Siena, fu utilizzato nel 1230, come centro di reclutamento dei soldati del Comune; il nome giunto a noi del primo curato, Guido, risale al 1199.

Già dalla fine del 1200 sembra che fosse sede della facoltà di medicina e filosofia, festeggiando i santi Cosma e Damiano, protettori dei medici, il 26 settembre con donazioni di cera, comuni all’epoca. Dal luglio 1654 all’ottobre 1666 divenne poi seminario: in questa data, per ordine di papa Alessandro VII Chigi, il seminario fu trasferito in San Giorgio.

L’oratorio di san Desiderio, soppresso per rescritto granducale nel 1781, fu dato, nel 1787, dall’arcivescovo Borghesi alla contrada della Selva come luogo di riunione dei suoi contradaioli, quando quest’ultima non disponeva ancora di una sede propria e la chiesa di San Sebastiano fu restituita alla contrada della Pantera. Il violento terremoto del 1798, però, danneggiò seriamente San Desiderio, e l’architetto Bernardino Fantastici fu incaricato degli studi per il restauro. Le perizie per il restauro risalgono agli anni 1802-1803, ma la contrada della Selva non tornò più ad utilizzare San Desiderio: dopo un breve periodo trascorso nell’oratorio di San Niccolò in Sasso, nel 1813 ottenne la chiesa di San Sebastiano e la cripta annessa. Ancora alla fine del 1700 la chiesa era fornita di tre altari e tre campane; importanti dipinti, tra cui una tela di Rutilio Manetti, furono spostati altrove. Nel 1811 la chiesa fu completamente dismessa e trasformata dapprima in un deposito e poi in un ristorante.

 

Bibliografia:

AA.VV., Die Kirchen von Siena, Bruckmann 1996;

Flaminio Rossi, Le contrade della città di Siena, [rist. anast.] Bologna, Forni, 1981, vol. I, pp. 290-307:

Paolo Nardi, Inventario dell’Archivio della Contrada della Selva con note storiche introduttive, Siena, Periccioli, 1967;

P. Pertici, Le residenze del patriziato senese: il caso dei Ciani, in Archivi, Carriere, Committenze. Contributi per la storia del Patriziato senese in Età moderna, Siena, Accademia degli Intronati, 2007;

L’illustrazione è tratta da G. Macchi, Memorie.

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